L’acqua: indicazioni e tipologie di acque minerali

L’acqua è il costituente principale del nostro organismo ed è un composto chimico formato da due atomi di idrogeno legati ad un atomo di ossigeno (H₂0).

Nell’uomo adulto l’acqua rappresenta il 60% del peso corporeo, il 75% nei neonati. Le donne, rispetto agli uomini, hanno una percentuale minore di acqua a causa di maggior riserve di tessuto adiposo che, a differenza del tessuto muscolare, è povero di acqua (10%). Il sesso maschile, avendo maggior massa muscolare, presenta un contenuto di acqua maggiore rispetto al sesso femminile.

Negli organismi viventi il contenuto di acqua è variabile a seconda del sesso, dell’età e della costituzione; un apporto maggiore di liquidi ci dev’essere nel corso di un’attività fisica prolungata ad alta intensità.

Nel nostro organismo, l’acqua, è suddivisibile in: compartimento intracellulare, all’interno della cellula (2/3 del volume totale) e compartimento extracellulare (!/3 del volume totale), al di fuori di essa. Un aumento di acqua extracellulare, si può associare a stati di infiammazione sistemica, oppure scarso drenaggio linfatico, insufficienza renale, ritenzione idrica o cellulite edematosa.

L’acqua viene definita un principio nutritivo poiché, pur non apportando energia è il solvente principale attraverso cui hanno luogo le reazioni metaboliche dell’organismo; inoltre, rappresenta il mezzo che contribuisce alla termoregolazione corporea mediante i processi di sudorazione e traspirazione ed è il solvente in cui vengono trasportate sostanze nutritive alle cellule.

 

Totale acqua corporea come % del peso

Bambino     Uomo         Donna

Magro                   80               65               55

Normale                70               60               50

Grasso                  65               55               45

Il residuo fisso ci dà una stima del contenuto in sali minerali presenti nell’acqua.

Più questo valore è elevato e più sali sono disciolti in un litro. Tale dato si ottiene portando l’acqua ad una temperatura di 180°C; ciò che rimane dopo la completa evaporazione, e cioè la parte solida dell’acqua, rappresenta il residuo fisso.

In base alla quantità di residuo fisso (r.f.), le acqua vengono distinte in: acque minimamente mineralizzate (r.f. < 50mg/l) sono acque povere di sodio, indicate nei casi di ipertensione, calcoli renali; acque oligominerali (r.f. tra 50 e 500 mg/l) contengono pochi sali minerali, favoriscono la diuresi; acque minerali (r.f. tra 500 e 1500 mg/l) adatte in soggetti che praticano attività sportiva e quindi necessitano un reintegro di sali minerali persi con la sudorazione ed  acque ricche di sali minerali (r.f. > 1500 mg/l)  sono raccomandate solo in caso di necessità di apporto di fabbisogno di questi elementi (Calcio, Sodio, Magnesio, Potassio, Cloro ecc..)

Le acque minerali naturali sono quelle acque che provengono da sorgenti naturali o perforate e che hanno caratteristiche igieniche particolari e proprietà favorevoli alla salute.

Non devono aver subito alcun trattamento chimico ad eccezione dell’aggiunta eventuale di anidride carbonica. Sono autorizzate alla vendita dal Ministero della Salute.

Nel settore ristorativo le acque minerali artificiali si suddividono in:

  • Acqua di soda ottenuta con l’aggiunta di bicarbonato di sodio (NaHCO3) e anidride carbonica (CO2) all’acqua potabile;
  • Acqua di seltz ottenuta con l’aggiunta di anidride carbonica (CO2) all’acqua potabile in modo da renderla sovrasatura.
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